Gruppo 1

Per trattamento, o depurazione, delle acque reflue si intende il processo di rimozione dei contaminanti da un’acqua reflua (acqua di scarico) di origine urbana o industriale. Il trattamento di depurazione dei liquami consiste in una successione di più fasi (o processi) durante i quali, dall’acqua reflua vengono rimosse le sostanze indesiderate. Il ciclo depurativo è costituito da una combinazione di più processi di natura chimica, fisica e biologica.

La Cordivari produce e propone una serie di componenti in polietilene utili a realizzare impianti e sistemi per effettuare sia TRATTAMENTI PRIMARI, sia TRATTAMENTI SECONDARI delle acque reflue di origine urbana.

Il trattamento primario è il primo processo degli impianti di depurazione delle Acque Reflue. Consiste in un processo di tipo fisico e biologico utilizzato per la rimozione di parte delle sostanze organiche sedimentabili contenute nel liquame (riduzione del BOD intorno al 30%)

Per trattamento secondario si intendono i processi di tipo fisico/biologico/chimico utilizzato per la rimozione delle sostanze organiche sedimentabili e non sedimentabili contenute nel liquame.

Le acque grigie sono le acque di scarico provenienti da lavandini, docce, bidet, lavatrici e lavastoviglie.

Le acque nere sono le acque di scarico provenienti dai wc.

Le aree sensibili sono aree geografiche richiedenti specifiche misure di prevenzione dall’inquinamento in cui vigono disposizioni più restrittive per i sistemi di depurazione delle acque reflue.

La sigla BOD o BOD5 (Biochemical Oxygen Demand) è la richiesta biochimica di ossigeno, ed esprime la quantità di Ossigeno che viene utilizzata in 5 giorni dai microorganismi aerobi  per decomporre al buio e alla temperatura di 20 °C le sostanze organiche presenti in un litro di soluzione acquosa. Semplificando, si può dire che il BOD è una misura indiretta del contenuto di materia organica biodegradabile presente in un campione d'acqua o soluzione acquosa ed è uno dei parametri più in uso per stimare il carico inquinante delle acque reflue

Sempre, quando l’abitazione non ha un allaccio ad una pubblica fognatura. In ogni caso, quando le normative e le disposizioni locali lo prevedono, esso va installato anche se vi è collegamento alla pubblica fognatura.

Con il termine Abitante Equivalente (A.E.) viene indicato, il carico organico biodegradabile prodotto in un giorno dalla normale attività di una utenza civile. L’abitante equivalente rappresenta l’unità di misura basilare per il dimensionamento dell’idoneo sistema di trattamento e depurazione delle acque reflue domestiche.

Oltre alla conoscenza della tipologia di utenza e degli abitanti equivalenti occorre conoscere e valutare diversi altri aspetti, non ultimi quelli normativi, anche locali. Per questa ragione, per il corretto dimensionamento e per la migliore scelta di un impianto di depurazione delle acque reflue è sempre necessario consultare un tecnico progettista abilitato.

Certamente si, alla Cordivari, attraverso la propria rete distributiva o attraverso il progettista, è possibile richiedere una consulenza per il dimensionamento dei sistemi di trattamento delle acque reflue.

La frequenza degli interventi di svuotamento è funzione del dimensionamento dell’impianto di depurazione in rapporto al carico delle acque reflue da trattare. Consigliamo di far ispezionare con cadenza almeno trimestrale tutte le vasche dei trattamenti primari e secondari per verificarne lo stato (presenza di occlusioni nelle tubazioni di ingresso e uscita, accumulo eccessivo di grassi o fanghi, formazione di croste superficiali, …) e procedere, al bisogno, allo svuotamento e alla pulizia. 

In un impianto ben dimensionato e correttamente installato, l’insorgenza di cattivi odori può essere segnale della necessità di effettuare manutenzione periodica. Fai effettuare le dovute verifiche ad una ditta specializzata, in particolare fai verificare l’eventuale presenza di occlusioni, il corretto convogliamento dello sfiato del biogas e la necessità di effettuare svuotamento e pulizia delle vasche.

I sistemi per il trattamento delle acque di prima pioggia sono impianti di depurazione delle prime acque derivanti dal dilavamento di alcune superfici impermeabili come piazzali o parcheggi, conseguentemente ad un evento meteorico.  Ciò consente di rimuovere le sostanze inquinanti dall’acqua piovana che sarà poi sversata in un corpo recettore come la fognatura, un corso d’acqua superficiale o al suolo.
I sistemi di recupero dell’acqua piovana servono, invece, a recuperare acqua piovana “pulita” dai tetti delle abitazioni affinché possa essere riutilizzata per alcuni utilizzi, con notevoli risparmi idrici ed economici.

Negli impianti per il recupero e il riutilizzo dell’acqua piovana, raccolgono e conservano l’acqua piovana affinché la si possa utilizzare successivamente per specifiche necessità. La captazione dell’acqua piovana avviene in genere da tetti e coperture. L’acqua viene filtrata, accumulata e inviata in pressione, attraverso un gruppo di pressurizzazione, alla linea per acqua non potabile dell’impianto domestico.

Il sistema di recupero delle acque meteoriche per abitazioni, permette il riutilizzo di quest’ultime in tutti gli impieghi dove non è richiesta l’acqua potabile, ad esempio: Irrigazione di orti e giardini; punti di prelievo per usi non potabili; alimentazione delle cassette di scarico dei WC; alimentazione di lavatrici e idropulitrici.

Certamente, è possibile utilizzare l’acqua piovana per gli scarichi dei WC. Una grande quantità d’acqua è destinata ogni giorno allo scarico dei servizi igienici. Si stima che ad ogni utilizzo vengano impiegati dai 3 a 9 litri di acqua. Utilizzare acqua piovana significa non sprecare e risparmiare!

Si, per questa applicazione, utilizzando acqua piovana e quindi non potabile negli scarichi dei servizi, è necessario avere linee idriche dedicate alle cassette di scarico dei WC.

Utilizzare acqua piovana è molto conveniente. Il consumo giornaliero pro-capite d’acqua, nei paesi sviluppati, è stimato in circa 150 litri. In ambito domestico e comunitario, una ingente quantità d’acqua viene destinata alle pulizie e ai lavaggi, all’irrigazione e allo scarico dei servizi igienici. Circa il 50% dell’acqua utilizzata da noi ogni giorno non è destinata al consumo umano. L’acqua piovana è un bene inesauribile, disponibile e gratuito. Il recupero dell’acqua piovana ti fa star bene e conviene. Installare un impianto di recupero acque piovane significa risparmiare riducendo i costi della tua bolletta idrica fino al 50%, migliorare la classe di efficienza idrica dell’immobile (EFID) così come stabilito dalla commissione europea per l’ambiente e salvaguardare l’ambiente contribuendo a lasciare ai nostri figli un mondo migliore.

Si tratta di due tipologie di acciaio inossidabile (INOX) con le quali la Cordivari realizza i propri serbatoi di prima raccolta. L’acciaio inox AISI 316L è definito come acciaio austenitico ed è costituito da una lega di acciaio al Cromo-Nichel-Molibdeno; si tratta di un materiale altamente resistente alla corrosione. Entrambi sono idonei e certificati per contenere acqua destinata al consumo umano.

I serbatoi di prima raccolta Cordivari sono idonei e certificati per essere usati con acqua potabile destinata al consumo umano.

I serbatoi in polietilene Cordivari sono forniti e certificati per lo stoccaggio di acqua a temperatura ambiente e pressione atmosferica.

Su ogni serbatoio è applicata un’etichetta che riporta tutti i dati relativi al serbatoio, come le connessioni, numero di lotto di produzione e indicazioni su installazione e utilizzo.

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